

100. L'irresistibile corsa all'Ovest e il massacro dei pellirosse.

Da: W. McLoughlin, Indiani d'America. L'integrazione impossibile,
in Storia e dossier, n. 51, maggio 1991.

Le trib indiane delle grandi pianure dell'America settentrionale
(sioux, cheyenne e apache) furono le ultime ad arrendersi alla
corsa dei bianchi verso Ovest; tuttavia, ugualmente, nella seconda
met dell'Ottocento si comp drammaticamente il loro destino.
Nonostante la coraggiosa resistenza di capi come Nuvola Rossa,
Toro Seduto e Geronimo, che cercarono di fermare senza successo
l'avanzata dei coloni, delle ferrovie e del telegrafo, i territori
indiani furono definitivamente conquistati negli anni '80, grazie
alle micidiali armi di cui disponeva ormai l'esercito americano ed
alla sistematica distruzione delle mandrie di bisonti, risorsa
fondamentale per le popolazioni indiane. Come conclude lo storico
americano William McLoughlin la resa di Geronimo segn la fine
della lunga lotta degli indiani del Nordamerica in difesa della
loro terra, della loro indipendenza, delle loro tradizioni e della
loro cultura tribale.

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Per l'annientamento degli indiani delle Pianure sono stati
ricordati molti fattori importanti di natura militare: innanzi
tutto la costruzione della prima ferrovia transcontinentale,
terminata nel 1869, che con le sue diramazioni si estese come una
piovra su tutte le Pianure fino a raggiungere ogni insediamento
bianco; poi lo sviluppo delle linee telegrafiche
transcontinentali, che dal 1861 permise una comunicazione
istantanea fra il comando centrale e i suoi avamposti nelle
Pianure; infine l'invenzione del fucile a ripetizione a sei colpi
e della mitragliatrice, che resero impossibile, anche ai migliori
tra i guerrieri indiani, sconfiggere una pur piccola unit
dell'esercito.
Tutto ci fu certo importante, ma nulla fu determinante come
l'instancabile pressione di migliaia e migliaia di pionieri
bianchi decisi a prendersi la terra e le sue risorse, convinti che
Dio le avesse destinate loro. E pi che dalla forza militare, la
sconfitta delle trib fu provocata dalla distruzione deliberata e
sfrenata dei bisonti: tra il 1866 e il 1886 i bianchi sterminarono
venti milioni di esemplari; questo provoc danni gravissimi alle
trib delle Pianure, per le quali i bisonti non solo erano una
fonte essenziale di sopravvivenza, ma addirittura il centro della
loro concezione dell'universo.
Nel 1865 una commissione per la pace si incontr con molte delle
maggiori trib delle Pianure per tentare di mettere fine al
continuo stato di guerra. I comanche, i kiowa, gli arapaho e gli
apache concordarono con il governo una tregua e i commissari per
la pace cercarono, ancora una volta, di stabilire delle aree
all'interno delle quali ogni trib avrebbe potuto vivere e
cacciare in pace. Anche quella volta le trib credettero che gli
Stati Uniti avessero aderito ai negoziati per tenere i pionieri, i
cacciatori, i minatori e le ferrovie fuori dalle aree stabilite;
anche quella volta il governo non riusc a farlo e soprattutto non
volle farlo. E le battaglie degli indiani contro gli invasori
ripresero rapidamente.
Negli anni successivi alla guerra di secessione i sioux oglala
ebbero molti capi famosi, ma indubbiamente Nuvola Rossa e Cavallo
Pazzo sono i pi conosciuti.
Nel 1866 il governo tent di aprire una pista per carri protetta
da una serie di forti, che dalla pista dell'Oregon e lungo il
fiume Platte andava verso nord fino alle miniere di rame e
d'argento del Montana. La pista passava proprio attraverso uno dei
migliori territori di caccia dei sioux oglala. Il governo cerc di
ottenere la loro cooperazione offrendo 50.000 dollari l'anno e
molti altri doni, ma i sioux rifiutarono.
Guidati da Nuvola Rossa, i sioux attaccarono ripetutamente gli
americani che costruivano la strada o tentavano di portare i
rifornimenti ai forti. Una volta intrappolarono e sterminarono una
colonna di ottanta uomini, condotti dal capitano William
Fatterman, che si era vantato di poter sconfiggere con una sola
compagnia l'intera nazione sioux. Due anni dopo questa strada era
diventata talmente costosa, in termini di vite e di denaro, che il
governo abbandon il progetto e per un certo periodo i sioux
oglala sembrarono al sicuro.
Un altro successo fu ottenuto dai cheyenne, che nel 1869 fermarono
la costruzione della Kansas Pacific Railroad.
Dopo che l'esercito aveva invaso e incendiato un villaggio di
quasi trecento capanne, mentre i guerrieri erano assenti, i
cheyenne risposero fermando tutto il flusso di coloni che dal
Kansas andava verso ovest e uccidendo il sovrintendente alla
ferrovia Kansas Pacific. Allora il governo indisse un'altra
conferenza di pace cui parteciparono pi di 7000 indiani. Fu
rinnovata la promessa che, se le loro trib avessero accettato
territori di caccia ridotti, l'esercito li avrebbe difesi dalle
intrusioni bianche. Ma poi il governo venne nuovamente meno alle
sue promesse e le trib, considerando nullo il trattato,
lasciarono le aree loro assegnate e si dettero a cacciare su tutta
la prateria e ad attaccare i pionieri invasori dal Nebraska fino
al Texas, fermandoli temporaneamente. Come rappresaglia, nel
novembre del 1868, il colonnello George Custer e le sue truppe
attaccarono di notte un villaggio invernale dei cheyenne uccidendo
diverse centinaia di uomini, donne e bambini. Terrorizzati da
quella spietata prova di forza, i cheyenne chiesero la pace e
furono confinati in una riserva cos piccola da farli dipendere
dal governo per il cibo.
Gli sforzi fatti nel 1870 per mettere i comanche nelle riserve
fallirono quando molti guerrieri lasciarono le aree loro assegnate
per unirsi al capo Quannah Parker sul sentiero di guerra. Sotto il
suo abile comando, essi razziarono le carovane di carri e gli
insediamenti bianchi in Texas e Oklahoma per i quattro anni
successivi. Alla fine il governo dovette mandare un esercito per
sottometterli. Molti dei loro capi furono processati e
giustiziati, e i capi minori vennero messi in carcere.
Il fallimento del governo nell'assicurare agli indiani la vita in
riserve adeguate ai loro bisogni e la facilit con la quale essi
lasciavano le riserve richiedevano nuove tattiche. Perci i capi
di queste rivolte contro le autorit bianche dovevano essere
trattati come criminali. Il privare gli indiani dei loro capi
mettendoli in prigione o giustiziandoli divenne l'unico modo per
sottometterli. In pi, il governo prese a incoraggiare l'uccisione
di tutti i bisonti: le compagnie ferroviarie assumevano cacciatori
che li uccidessero perch ostruivano le rotaie; personaggi come
Buffalo Bill pubblicizzavano le cacce al bisonte sui giornali;
furono organizzati treni per escursioni sui territori dei bisonti
e compagnie di sportivi giravano per le praterie sparando a ogni
bisonte che trovavano. Migliaia di carcasse restavano a
imputridire sul terreno, mentre gli indiani delle riserve pativano
la fame. Entro il 1886 le mandrie erano state praticamente
cancellate dal suolo degli Stati Uniti.
Nel 1874 l'oro fu scoperto nelle Black Hills del South Dakota e
nel Wyoming nel cuore dei territori di caccia che il governo aveva
assegnato ai sioux oglala. Di fronte all'invasione dei minatori, i
sioux chiesero protezione al governo, che per tutta risposta si
offr di comprare la loro terra.
I sioux rifiutarono, e Cavallo Pazzo e Toro Seduto guidarono i
loro guerrieri contro gli insediamenti dei minatori; l'esercito si
precipit a proteggere gli invasori. In quell'occasione i sioux
colsero l'ultima e la pi famosa delle loro vittorie: al Little
Big Horn, nel 1876, George Custer e i suoi uomini furono
circondati e annientati dai guerrieri sioux e cheyenne guidati da
Cavallo Pazzo.
Ma i giorni dell'indipendenza per gli indiani delle Grandi Pianure
del Nord erano quasi finiti. Nel 1877 l'esercito cattur Cavallo
Pazzo, che fu ucciso perch oppose resistenza alla cattura. Sempre
nel 1877 Toro Seduto fu costretto a fuggire in Canada; poi quattro
anni pi tardi fu graziato e and a vivere nella riserva di Pine
Ridge. Nel 1880 le ultime bande vaganti di sioux furono circondate
e condotte nelle riserve, dove vissero di cibo fornito dal
governo.
Gli indiani delle Pianure meridionali furono gli ultimi ad
arrendersi. Tra di loro i pi fieri e audaci furono gli apache.
Nel 1871 il governo aveva predisposto quattro riserve per le varie
bande di apache del Nuovo Messico e dell'Arizona, ma dopo il 1874
diversi gruppi le abbandonarono e, sotto il comando di capi
guerrieri come Nana, Victorio, Cochise e Geronimo, sconfissero
l'esercito e attaccarono ripetutamente i pionieri e i ranchers.
L'esercito invi duemila soldati per fermare i loro attacchi e nel
1883 essi tornarono, per breve tempo, nelle riserve. Ma poi, due
anni dopo, Geronimo li ricondusse a combattere: il suo gruppo
contava cinquanta uomini e cento tra donne e bambini. Oltre 4000
soldati con guide indiane furono impiegati senza successo per
catturarli. L'anno successivo Geronimo si costitu. Il governo lo
rinchiuse in una prigione militare a Pensacola, in Florida,
insieme ad altri cinquecento capi apache. Quasi un quarto di loro
mor prima della fine della pena.
La resa di Geronimo segn la fine della lunga lotta degli indiani
del Nordamerica in difesa della loro terra, della loro
indipendenza, delle loro tradizioni e della loro cultura tribale.
Cinquanta anni prima, nel 1832, Falco Nero aveva detto: Mi avete
fatto prigioniero [...], sono molto addolorato, perch mi
aspettavo, se non di sconfiggervi, almeno di tenervi pi a lungo
sulla corda, e di darvi molti pi guai prima di arrendermi. [...]
Ho combattuto duramente, [...] i miei guerrieri cadevano intorno a
me [...], ho visto avvicinarsi il mio giorno infausto. Falco Nero
ora  prigioniero dell'uomo bianco. Egli non ha fatto nulla per
cui un indiano debba vergognarsi. Egli ha combattuto per i suoi
compagni contro l'uomo bianco che  venuto, anno dopo anno, a
prenderlo in giro, portandogli via la sua terra.
